E' proprio
strano. Molto strano.
Ed è forse il
segno più terribile della nostra radicale sconfitta di "sognatori". Perché non
riusciamo nemmeno a "sognare". E l'assenza di
un sogno pesa, e impedisce, alla lunga, il cambiamento necessario. Nel gioco
" Vorrei una scuola" lanciato, tempo addietro, da
Trevisani, in "fuoriregistro",
mai si pronuncia, nemmeno tra i "vorrei" appunto,questo
semplicissimo pensiero-sogno:
"Vorrei una scuola all'altezza/capace, per risorse umane e materiali,
per missione,
di "PROMUOVERE" tutte le persone in età di apprendimento,
almeno fino ai diciotto anni".
Perché?
Siamo forse
troppo schiavi di una visione classica della scuola noi "poveri
maestri/professori"?
Chissà! Forse
abbiamo sempre interiorizzato un'idea burocratica del "fare scuola"
costruita nei
secoli: secondo l'idea burocratica del fare scuola,
la
"PROMOZIONE" è il passaggio da una classe all'altra dei/delle solo
"meritevoli",
in pratica,
soltanto di chi riesce a stare dentro l'assurdo trinomio
della scuola di
sempre: lezione-interrogazione-voto.
Acriticamente.
Tutto si può
volere, ma non la "promozione" di tutte le persone in età di
apprendimento.
Ma, già sento i
nostri rivoluzionari di oggi, e il merito?
Il merito?
Sono forse i
minori a dover dimostrare di essere meritevoli?
E' il minore
forse ad avere l'obbligo di meritare la "promozione"?
Non è il minore
al centro di tutte le nostre attenzioni?
Non è il
"successo formativo" del minore a dare lustro (si fa per dire!) alla
scuola?
Il merito,
nell'età di apprendimento, non è una questione personale, non è una questione
privata!
Il merito è una
questione di pubblica funzione: la scuola ha il dovere
di condurre
tutte e tutti alla PROMOZIONE.
Ed ecco il mio
"vorrei": "Vorrei
vedere una scuola nella quale uomini e donne,
minori e adulti/e, siano tutti/e
impegnati/e, insieme, nei rispetto di tutti i "vorrei"
di Trevisani, a
"promuovere/promuoversi" lungo la via della civilizzazione.
Perché non esiste minore che non
meriti promozione".
Se la scuola
non saprà trasformarsi in un servizio indistintamente per tutte
le persone in
età di apprendimento, nessuna esclusa, svolgerà sempre un servizio...
per
altro/i. E quindi è al
servizio di...
L'autonomia, la
libertà, la funzione democratica della scuola è solo nel "successo
formativo" (cioè
"promozione") di tutte le persone in età di apprendimento,
al di là
dei personali meriti, sì, al di là dei
personali meriti, al di là delle condizioni socio-economiche, al di là della
"abilità/disabilità",
al di là dei quozienti di intelligenza.
Il diritto alla
"promozione" è della persona e basta.
O no?
Severo Laleo
Dicembre 2008